Papa Francesco: a Santa Marta, “pregare per i nemici ci farà più figli del padre”

Papa Francesco celebra la Messa a Santa Marta (9 giugno 2016)

“Pregare per i nemici, pregare per quelli che ci vogliono male, che non ci vogliono bene. Pregare per quelli che ci fanno del male, che ci perseguitano. E ognuno di noi sa il nome e il cognome: prego per questo, per questo, questo, per questo… Io vi assicuro che questa preghiera farà due cose: a lui lo farà migliorare, perché la preghiera è potente, e a noi ci farà più figli del Padre”. Così Papa Francesco ha concluso l’omelia della Messa celebrata questa mattina a Casa Santa Marta. Commentando il brano evangelico in cui Gesù esorta i discepoli a tendere alla perfezione come il Padre, il Papa ha spiegato che quando Gesù inizia la sua predicazione, “la spiegazione della Legge in quel tempo era in crisi” perché era “troppo teorica, casistica… Diciamo che era una legge in cui non c’era il cuore proprio della Legge, che è l’amore di Dio, che ha dato a noi”. Per questo il Signore ripete che il comandamento più grande è “amare Dio con tutto il cuore, con tutte le tue forze, con tutta l’anima, e il prossimo come te stesso. E nella spiegazione dei Dottori della Legge questo non era tanto al centro. Al centro c’erano i casi”, la “casistica proprio della Legge. E Gesù prende questo e riprende il vero senso della Legge per portarlo alla sua pienezza”. Cristo offre “tanti esempi” per mostrare i comandamenti in una nuova luce: “Un lavoro di guarigione del cuore”, spiega Francesco, “un cuore ferito dal peccato originale – tutti noi abbiamo il cuore ferito dal peccato, tutti – deve andare per questa strada di guarigione e guarire per assomigliare al Padre, che è perfetto: ‘Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste'”. E la perfezione che Gesù indica è quella contenuta nel brano di Matteo: “Avete inteso che fu detto: ‘Amerai il tuo prossimo’ e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano”. “È l’ultimo scalino” di questa strada, conclude il Papa, il più difficile.

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