Contraffazione: Censis, abbigliamento, alimentari, cellulari. A rischio sicurezza consumatori

Oggi la merce contraffatta viaggia per mare, in aereo, su gomma. I prodotti falsi vengono venduti nelle bancarelle per strada, in capannoni e magazzini, negli appartamenti privati, attraverso siti web e corrieri. E si diversificano sempre di più per la qualità della fattura, i prezzi, la categoria merceologica. A rivelarlo è la ricerca realizzata dal Censis per il ministero dello sviluppo economico (Mise), presentata oggi a Roma nell’ambito della Settimana nazionale anticontraffazione (13 – 19 giugno). “Ingenti – hanno spiegato Loredana Gulino, direttore generale lotta alla contraffazione-Ufficio italiano brevetti e marchi del Mise, e Massimiliano Valerii, direttore generale del Censis – i danni per il made in Italy e in termini di sicurezza dei consumatori e sfruttamento delle persone impiegate nella filiera della produzione e commercializzazione”. Al primo posto abbigliamento e accessori (giubbotti, capi sportivi, borse, portafogli), “il cui valore sul mercato nazionale del fake è stimabile in 2,2 miliardi di euro, pari al 32,5% del totale”. Segue il settore audiovisivi, con un valore di spesa pari a quasi 2 miliardi (il 28,5% del totale). Vengono contraffatti anche i prodotti alimentari, per un valore di 1 miliardo di euro nell’ultimo anno, pari al 14,8% del totale. Tra i prodotti in crescita negli ultimi tempi ci sono gli apparecchi e i materiale elettrici, soprattutto cellulari e componenti, con un valore di spesa di 732 milioni di euro (il 10,6% del totale). Un altro settore in crescita è quello degli orologi e dei gioielli di alta gamma che nel mercato del falso vale oggi 402 milioni di euro (il 5,8% del totale). Segue il materiale informatico, costituito soprattutto da componenti hardware per computer, tablet, schede di memoria, chiavette Usb, per un valore di 282 milioni di euro (4,1% del totale).

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