Seminaristi d’Italia: al Centro tra responsabilità dei laici e formazione permanente. Inchiesta su Lazio, Umbria, Marche e Toscana

È un focus sulla realtà dell’Italia centrale il tema al centro della terza puntata dell’inchiesta sui seminari. Sono 465 gli studenti in formazione, ovvero il 20 per cento circa del totale nazionale. Entriamo tra le mura del Pontificio Collegio Leoniano di Anagni (Lazio), il Pontificio Seminario Regionale Umbro “Pio XI” di Assisi, il Pontificio Seminario Regionale Marchigiano “Pio XI” ad Ancona e il Seminario Maggiore Arcivescovile di Firenze (Toscana). Dall’invito a considerare i laici corresponsabili alla richiesta di maggiore vigilanza nell’accesso al sacerdozio.

A guidare la classifica delle Regioni ecclesiastiche con il maggior numero di seminaristi sono Campania (12,9 per cento) e Lombardia (12,8). Seguono: Triveneto (11,6), Sicilia (10,5), Lazio (9,3), Puglia (9,3), Calabria (5,6), Emilia Romagna (5,3), Piemonte (4,4), Toscana (4,1), Marche (3,2), Sardegna (2,8), Umbria (2,5), Abruzzo-Molise (2,3) Liguria (2), Basilicata (1,4). I vescovi italiani, consapevoli delle difficoltà che sta attraversando il clero e mossi dalla volontà di sostenere i sacerdoti, dedicheranno l’Assemblea generale di maggio al tema del rinnovamento del clero a partire dalla formazione permanente, “nella consapevolezza che essa risponde non tanto o solo a un’esigenza di qualificazione, quanto alla necessità di approfondire un mistero di vocazione mai pienamente esaurito”.

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