Giubileo: Roma, domani veglia di preghiera con Papa Francesco per “asciugare le lacrime” a chi ha bisogno di consolazione

La famiglia Pellegrino toccata dal dramma del suicidio di un figlio; la storia di Felix Qaiser, rifugiato politico, giornalista pakistano appartenente alla minoranza cattolica presente nel Paese, scappato in Italia per mettere al sicuro la sua famiglia; Maurizio Fratamico con il fratello gemello Enzo, la cui conversione segna anche la storia di Maurizio, che da giovane, pur avendo tutto in termini materiali, aveva smarrito il senso della vita e che solo la fede e le lacrime della madre e, successivamente un incontro, gli hanno permesso di ritrovare. Sono queste le tre testimonianze che i protagonisti porteranno di fronte a Papa Francesco in occasione della Veglia per “asciugare le lacrime” prevista per domani, giovedì 5 maggio, alle 18 nella basilica vaticana, in occasione della quale sarà esposto alla venerazione dei fedeli il reliquiario della Madonna delle lacrime di Siracusa. Sarà dunque una veglia di preghiera per esprimere l’opera di misericordia spirituale “consolare gli afflitti”. Durante la celebrazione Bergoglio farà distribuire ai presenti, come simbolo di conforto e speranza, l’Agnus Dei, oggetto di devozione da lui benedetto.
“A ricevere l’Agnus Dei direttamente dalle mani del Papa – spiega una nota – saranno 10 persone in rappresentanza di tutti coloro che portano sulle spalle storie umane di grande sofferenza”: da chi, come la presidente dell’associazione “Figli in Cielo” ha perso prematuramente un figlio, a chi il figlio se l’è visto strappare da un incidente stradale, come la presidente dell’associazione “Vittime della strada”. Insieme a queste voci anche quelle di chi ha perso un congiunto durante lo svolgimento del proprio lavoro, portate dal presidente dell’associazione “Vittime del dovere”. Fra le persone che riceveranno il dono del Papa un’infermiera, Alessia, che ogni giorno accudisce i malati terminali. “Storie di drammi ma anche di rinascite, a partire proprio da quelle lacrime che, cadute nel terreno del dolore si sono impastate alla fede e hanno trasformato deserti esistenziali in giardini di speranza”.

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