Festival diritti umani: la testimonianza di una giovane yazida, “trasformate in carne da trafficare”

“Lo Stato islamico ha trasformato le donne yazide in carne da trafficare”. Lo ha denunciato ieri, a Milano, al Festival dei diritti umani, Nadia Murad, giovane irachena della minoranza yazida miracolosamente sfuggita alla prigionia e alle violenze dei miliziani dell’Isis. “Lo stupro – racconta Murad – è stato usato per distruggere le ragazze come me, per assicurarsi che non fossero mai più in grado di condurre una vita normale. Non si tratta solo di una distruzione fisica e psicologica, perché quello che abbiamo subito io e molte altre donne rappresenta una morte definitiva dello spirito e della speranza. Ancora oggi – ha spiegato Nadia – oltre 5mila donne e bambini sono vittime di schiavitù. Le donne sono trattate come prigioniere e schiave del sesso, mentre i bambini subiscono un vero e proprio lavaggio del cervello dai miliziani dell’Isis e vengono educati a seguire le regole della guerra”. Nel suo lungo intervento tradotto dall’interprete, Nadia ha elogiato l’impegno da parte delle milizie curde, “che sacrificano la loro vita per combattere lo Stato islamico con azioni di terra”. Ma soprattutto ha richiamato la comunità internazionale a “un maggiore impegno verso la risoluzione del conflitto in Siria. I governi del mondo libero – ha detto – devono prendere posizione con forza perché hanno il dovere di fare in modo che tutti i terroristi vengano puniti e portati davanti alla Corte internazionale di giustizia”.

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