Profughi Ventimiglia: parroco di San Nicola, “noi come Chiesa li difendiamo, l’appello alle autorità è che siano anche loro comprensive”

“Questi poveri migranti vengono cacciati e noi li abbiamo accolti”. Spiega con parole semplici padre Francesco Marcoaldi, frate della congregazione Figli di Maria Immacolata, la scelta di accogliere ieri sera nella sua parrocchia di San Nicola da Tolentino a Ventimiglia un centinaio di migranti che erano accampati in città. “Abbiamo accolto ieri sera più di cento migranti che hanno dormito qui ed oggi grazie alla Caritas gli daremo da mangiare”. “Ci sono state retate in città – racconta il parroco – perché ci sono due aerei pronti a Genova per riportarli in Sicilia nei centri di raccolta dove devono essere registrati”. Fino ad oggi i migranti hanno vissuto in spiaggia, sotto i ponti, in attesa di riuscire a passare il confine francese e raggiungere Mentone. Il clima in parrocchia è teso. “Ieri sono venuti due marescialli e quando i profughi hanno visto i carabinieri sono scappati. Se la polizia viene e ha un ordine giudiziario della Prefettura, nessuno si può opporre ma se la polizia mi dice, ‘Vorremmo entrare’, io gli chiederò perché vogliono entrare e se li vedo in assetto anti-sommossa con scudi e bastoni, io dico ‘No, non vi permetto di entrare in questa forma’. Faranno quello che faranno”. Ha paura? “No – risponde padre Francesco – avrei avuto paura se avessi detto no a queste persone. Come le abbiamo accolte, io mi sono sentito sereno. Sono preoccupato. Preoccupato per quello che può succedere. Sono tutti ragazzi molto giovani. La speranza oggi è che tutto si risolva nel modo più pacifico possibile. Noi come Chiesa li accogliamo e li difendiamo. L’appello alle autorità è che siano anche loro comprensive”.

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