Papa Francesco: sintesi udienza, “la preghiera non è una bacchetta magica”

“Pregare sempre, senza stancarsi mai”. È questo il significato della parabola evangelica della vedova e del giudice, al centro dell’udienza di oggi, che il Papa ha cominciato salutando con il linguaggio dei segni, in omaggio a un gruppo di persone sorde presenti in piazza San Pietro tra i 20mila fedeli. Il giudice “è un personaggio potente”, ha spiegato Francesco ricordando che la tradizione biblica raccomandava che i giudici fossero persone “imparziali e incorruttibili”, e dovrebbe essere così anche oggi. Il giudice della parabola, invece, era “un giudice iniquo, senza scrupoli, faceva quello che voleva”. E proprio a lui si rivolge la vedova per ottenere giustizia. Bisogna fare come lei, l’insegnamento di sintesi della parabola: “Pregare senza stancarsi”. Così lei è “riuscita a piegare il giudice disonesto”.  Gesù esaudisce sempre le nostre preghiere, anche quando siamo stanchi e scoraggiati, ma non è detto che lo faccia “nei tempi e nei modi che noi vorremmo”. Perché “la preghiera non è una bacchetta magica”, ha spiegato il Papa: ci aiuta “a conservare la fede in Dio e ad affidarci a lui anche quando non ne comprendiamo la volontà”. Francesco ha concluso l’appuntamento del mercoledì con i fedeli con due appelli: per i bambini scomparsi, nella giornata internazionale a loro dedicata, e per la pace in Siria. Infine, un invito a partecipare domani alla festa del Corpus Domini, appuntamento particolarmente caro ai romani, che di solito partecipano numerosi alla messa del Papa in San Giovanni in Laterano e alla processione fino a Santa Maria Maggiore.

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