Diocesi: Fermo, bombe davanti alle chiese. Curia ringrazia per i sostegni ricevuti. “Avanti con servizio a vangelo e persone”

“Alla luce di questi ultimi fatti incresciosi che hanno riguardato alcune parrocchie della città di Fermo, l’arcivescovo, i suoi più stretti collaboratori e l’intera curia intendono esprimere prima di tutto un ringraziamento, anche a nome dei parroci direttamente interessati, a tutti coloro che in questi giorni hanno espresso solidarietà alla nostra Chiesa locale”. La segreteria generale della curia di Fermo si esprime così a proposito del ritrovamento di una bomba inesplosa davanti alla chiesa di San Gabriele dell’Addolorata, nella frazione di Campiglione. Il quarto episodio da febbraio ai danni di quattro luoghi di culto della diocesi. Il ringraziamento della curia prosegue: “Il nuovo Prefetto di Fermo, Mara di Lullo, che ieri ha fatto visita al nostro arcivescovo, il sindaco della stessa città, la Comunità islamica del Piceno per mezzo di Labdidi Abdellah, gli altri vescovi marchigiani, i giornalisti e i mezzi di comunicazione che, dando un risalto nazionale all’accaduto, ci hanno fatto sentire un sostegno anche dal di fuori dei confini dell’arcidiocesi”. Un grazie anche alle “molte persone che in maniere informali e affettuose ci hanno manifestato vicinanza e incoraggiamento”. Un ulteriore ringraziamento del vescovo va, “a fianco della piena solidarietà – si legge nella nota –, ai parroci e alle parrocchie direttamente colpite da questi atti violenti, per la serenità e il coraggio con cui hanno continuato e continueranno a vivere il loro servizio al Vangelo e alle persone”.
“Vogliamo riportare – rimarca la curia – le parole del sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro: ‘Questi delinquenti hanno fallito. Con le bombe nelle parrocchie hanno messo in mostra tutte le belle cose che i nostri preti fanno per gli emarginati, italiani e non’”. La lettera della diocesi che per la prima volta si esprime sull’accaduto, riprende l’esortazione di san Paolo nella Lettera ai Romani: “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male”. “La parola dell’Apostolo Paolo e gli apprezzamenti a noi giunti, proprio in occasione di questi atti di inciviltà, anche dalle istituzioni civili e da persone anche esterne a ‘circuiti’ strettamente ecclesiali – chiude il documento – ci incoraggiano a perseverare nel fare il bene, quello che quotidianamente nelle nostre parrocchie si esprime nell’annuncio del Vangelo e nella formazione delle nuove generazioni, nel rendere lode e azioni di grazie a Dio soprattutto nella celebrazione eucaristica e nella testimonianza della carità”

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