Assistenza domiciliare: Milanese (Osa Roma), servono una “regia unica” e “regole certe”

Regola unica, regole certe, ruolo per gli attori del sistema, rete tra gli operatori e rigore nella misurazione della qualità dei servizi. A chiedere le “cinque erre” per l’assistenza domiciliare è Giuseppe Milanese, presidente Operatori sanitari associati (Osa) Roma, al convegno “Misericordia a domicilio. Le cure domiciliari, paradigma di una ‘carità in uscita’ e di un modello innovativo di welfare”, promosso dall’Istituto superiore di sanità (Iss), dalla Caritas e dal Centro per la pastorale familiare della diocesi di Roma presso l’Istituto stesso.  In Italia, spiega, , ci sono almeno 2.500.000 di anziani non autosufficienti di cui un terzo vive da solo, ma l’assistenza domiciliare loro dedicata è mediamente 22 ore l’anno e solo per mezzo milione di anziani, mentre dovrebbero essere almeno di 8 ore a settimana. In Germania arriva addirittura a 28 ore a settimana. “Tra Francia, Germania, Spagna e Inghilterra siamo il Paese che fa meno. Da noi l’assistenza primaria è ancora un miraggio”. A Roma viene assistito a casa solo lo 0,9% degli anziani, ma “con gravi differenze da zona a zona. Il problema è la frammentazione del sistema” mentre i “trasferimenti monetari hanno portato alla crescita di una legione di 830mila badanti, non sappiamo con quale preparazione”. Da Milanese la richiesta di “regole e una regia unica. Serve un sistema intorno a un tavolo che faccia una legge sull’assistenza primaria mettendo all’interno di un sistema la medicina di base, la farmacia dei servizi, le strutture sociosanitarie e l’ospedale”. Senza regole, conclude, “si rischia di mettere in piedi in sistema a delinquere”.

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