Amoris laetitia: don Vitali (teologo), “documento pastorale, con particolare significato nell’Anno della misericordia”

“L’esortazione si offre come un documento pastorale, che prolunga e approfondisce nello stile e nella linea la Evangelii gaudium”. Don Dario Vitali, teologo dell’Università Gregoriana di Roma, descrive così la Amoris laetitia, documento post sinodale di Papa Francesco sulla famiglia. Vitali richiama alcuni aspetti del documento, per giungere a sottolineare “il valore da attribuire all’atto magisteriale del Papa. Appare del tutto specioso – afferma – l’argomento di chi, dopo aver intimato a Francesco di non toccare la dottrina, ora pretende di derubricare la sua esortazione a opinione personale. Per essere magistero autentico, non è detto che un documento debba sempre contenere dichiarazioni dottrinali e norme imperative. Il Papa stesso spiega che non si tratta di una parola ultima sulle questioni del matrimonio e della famiglia, in quanto ‘la complessità delle tematiche proposte ci ha mostrato la necessità di continuare ad approfondire con libertà alcune questioni dottrinali, morali, spirituali e pastorali. La riflessione dei teologi, se è fedele alla Chiesa, onesta, realistica e creativa, ci aiuterà a raggiungere una maggiore chiarezza’”. “D’altronde, se ‘il tempo è superiore allo spazio’, non c’è necessità di dirimere tutto e subito”, insiste il teologo, richiamando più volte le parole di Bergoglio. “L’unità di dottrina e di prassi, necessaria nella Chiesa, non esclude – dice – che ‘esistano diversi modi di interpretare alcuni aspetti della dottrina o alcune conseguenze che da essa derivano’, aperte soprattutto alle esigenze di una giusta inculturazione”.
L’esortazione va perciò letta “come un documento pastorale, che assume particolare significato nell’Anno giubilare della misericordia, in quanto si offre ‘come una proposta per le famiglie cristiane, che le stimoli a stimare i doni del matrimonio e della famiglia e a mantenere un amore forte e pieno di valori’ e, al tempo stesso, ‘incoraggiare tutti a essere segni di misericordia e di vicinanza lì dove la vita familiare non si realizza perfettamente o non si svolge con pace e gioia’”. Ancora: “La complessità dell’esortazione è perciò una ricchezza, non un limite. Il testo sviluppa i diversi aspetti della problematica sulla famiglia, non limitandosi alla questione delle situazioni irregolari. Certo, per chi aspetta e pretende norme chiare, da imporre senza dubbi come una sanzione, può risultare un’inutile digressione il capitolo I che riprende la pagina biblica per esaltare la grandezza della famiglia come realtà ‘non estranea alla stessa essenza divina’ e al contempo mostrare come già la Scrittura mostri la sofferenza che tocca le relazioni familiari”. L’articolo aggiunge una valutazione sulla “portata innovativa dell’esortazione. Il Papa lungo tutto il testo mantiene uniti i due estremi del discorso, affermando da una parte la dottrina della Chiesa sul matrimonio, di cui esalta la grandezza e bellezza nel disegno di Dio, e tuttavia non nasconde dall’altra la realtà complessa e dolorosa in cui vivono tante persone oggi. In questa volontà di leggere la realtà com’è” si comprende “la sfida di ‘accompagnare, discernere e integrare la fragilità’, proposta nel capitolo VIII”.

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