Università: Fuci, “favorire un primo approccio concreto al mondo del lavoro”

“Una società che vive solo dell’oggi non può garantire un’Università che promette un domani. Un’Università che è ripiegata su strutture e formalismi è un’università che promette compensi per sopravvivere e non garantisce strumenti per vivere”. È quanto è emerso dal 65° congresso nazionale degli studenti della Federazione universitaria cattolica italiana (Fuci) svoltosi negli scorsi giorni a Chieti. In un comunicato diffuso oggi si legge che “200 giovani studenti provenienti da numerose parti d’Italia” hanno riflettuto “insieme sulle responsabilità e l’impegno dei giovani studenti oggi, nell’ambito ecclesiale e sociale, in particolare riferimento alla dinamica università, formazione, lavoro”. Dai lavori è emerso che “seppure all’ombra della crisi complessiva che il contesto italiano si trova a vivere, è necessario muoversi per riscoprire le coordinate di cammini che rendano possibili scenari luminosi di futuro”. Per la Fuci, “un buon investimento, che punterebbe alla sostanza del sistema formativo, è quello che pone maggiore impegno nella costruzione di relazioni ad ogni livello, che favorisce uno scambio adulto e maturo di nozioni ma anche di esperienze”. Per questo, prosegue la nota, “riteniamo in particolare che sia importante favorire, da parte delle università, un primo approccio concreto al variegato mondo del lavoro”. “Gli stage, come pure i periodi di studio all’estero, se ben organizzati, sono esperienze personalmente arricchenti – conclude la Fuci – che possono diventare la chiave per legare la teoria con la pratica e proiettare così lo studente verso una dimensione di progressiva autonomia lavorativa e di vita”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori

Informativa sulla Privacy