Papa Francesco: Gobber (linguista), “il percorso che propone è dal concreto al senso dell’esperienza”

“Portare sul piano dell’esperienza concreta un messaggio che se fosse letto in un testo o in libro sarebbe percepito in una dimensione più astratta. È questo, nella comunicazione di Papa Francesco, l’aspetto centrale”. Lo ha affermato ieri sera il linguista Giovanni Gobber nel corso dell’incontro “Il tempo più dello spazio – La nuova visione del linguaggio di Papa Francesco” ospitato al Salone del Libro di Torino. Secondo Gobber, “il percorso che propone Francesco non è dall’astratto al concreto ma dal concreto al senso dell’esperienza. Un percorso che fa comprendere l’esperienza partendo dall’esperienza stessa”. Il linguista ha notato poi che “la comunicazione di Papa Francesco non è ‘naiv’, non è spontanea ma è organizzata”. “Questo lo si riscontra “in alcune omelie con un uso sapiente di figure retoriche come chiasmi e antitesi”. Per Gobber, “quello che diventa difficile da fare per comprendere la comunicazione orale di Francesco è trascriverne un testo. Il modo in cui comunica è organizzato ma ha una spontaneità dell’orale che è coinvolgente”. Per questo “il coinvolgimento del destinatario è l’aspetto centrale” e avviene “mediante gesti e sguardi. Il Papa accompagna spesso le parole con il movimento delle mani per colpire chi ascolta, per far capire qual è la parola importante”.

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