Giubileo: mons. Semeraro, “la misericordia è come la fede, senza le opere è morta”

“La misericordia è come la fede: senza le opere è morta!”. Lo ricorda monsignor Marcello Semeraro, vescovo di Albano e segretario del Consiglio di cardinali, in un’intervista al Sir, presentando il volume della Libreria Editrice Vaticana, “Le opere di misericordia. Centro della nostra fede”, di cui firma la prefazione. “La misericordia – spiega il vescovo – è al centro della nostra fede, semplicemente perché dire ‘misericordia’ è dire ‘grazia’! La misericordia è nient’altro che l’Incarnazione del Verbo, il mistero totale di Cristo”. E le opere di misericordia? “La misericordia – risponde Semeraro – è sempre un ‘agire’: è qualcosa ‘che si fa’. La misericordia è sempre storica: non evoca idee, ma esperienze vissute. Ecco… le opere di misericordia, tutte insieme, c’incoraggiano a inserire la misericordia nel vivo delle nostre relazioni reciproche, delle nostre storie quotidiane”. Il vescovo suggerisce tre passi da compiere per un efficace e corretto esercizio di queste opere. “Sono riproposti – spiega – da fr. Enzo Bianchi nel suo libro ‘L’amore scandaloso di Dio’. Si tratta anzitutto di vedere, che è ben diverso dal semplice guardare. Vedere è un’efficace terapia per debellare l’invidia, che è un chiudere gli occhi, o peggio togliere dalla vista. Il secondo gesto è il farsi prossimo all’altro sino a ‘toccarlo’, come ho detto prima. San Francesco ha fatto misericordia col lebbroso baciandolo!”. L’ultimo passo, conclude Semeraro, “sarebbe il provare compassione non solo con il cuore, ma nel fremito delle viscere”.

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