Diocesi: Rossano-Cariati, don Ciotti ai giovani “Dobbiamo essere il cambiamento che desideriamo”

“Dobbiamo essere il cambiamento che desideriamo!”. È il grido partito dal palazzetto dello sport di Rossano, dove ieri si è tenuta la penultima tappa della “Vita in Cattedra”, il progetto realizzato dalle aggregazioni laicali della diocesi di Rossano-Cariati, su suggerimento dell’arcivescovo, monsignor Giuseppe Satriano, per mostrare che ci sono vite vissute, le quali testimoniano che ribellarsi alla mafia è possibile e rendere liberi. Il grido, rivolto ai tanti studenti presenti, è partito da don Luigi Ciotti e ha avuto la sua eco nelle parole di Arcangelo Badolati, giornalista e scrittore calabrese. “Siate orgogliosi di essere calabresi – ha detto il fondatore di Libera – non possono essere i mafiosi a distruggere i valori di questa terra”. E poi un grazie alla Chiesa, a quella Chiesa fatta di preti impegnati che combattono nel silenzio la mafia, quella Chiesa “capace di invitarci a guardare il cielo senza dimenticare di guardare alla terra con responsabilità”. Le figure maggiormente citate, quali esempi di vita contro la mafia, sono state quelle di due donne. Lea Garofalo e sua figlia Denise, le cui storie sono state narrate dal cronista Badolati che ha voluto soffermarsi anche su quei nomi che la memoria e la storia spesso dimentica, ma che sono esempi di uomini e donne che non hanno voluto chinare la testa dinanzi al malaffare, pagando a volte con la stessa vita questa scelta. E proprio a Lea Garofalo, tratteggiata anche nella canzoni della cantastorie Francesca Prestia, è stato dedicato il concorso artistico-letterario rivolto alle scuole superiori della diocesi, vinto dalla con un elaborato dalla classe IV A del liceo Classico “Colosimo” di Corigliano.

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