Sudafrica: Sachs (giudice costituzionale), “dalle macerie dell’ingiustizia è possibile ricostruire un percorso fatto di pace e di integrazione”

“Gli errori che sono stati commessi in passato durante l’apartheid non possono più essere tollerati ed è necessario comprendere che anche dalle macerie dell’ingiustizia è possibile ricostruire un percorso fatto di pace e di integrazione. L’impegno di Nelson Mandela ha permesso al Sudafrica di ristabilire la verità e ha garantito la riconciliazione a tutto il Continente africano”. Così Albie Sachs, già giudice costituzionale del Sudafrica dal 1994 al 2009 e docente alla Yale University è intervenuto stamani al convegno che si è tenuto in Cattolica per celebrare il ventennale della cerimonia di apertura dei lavori della Commissione per la Verità e la Riconciliazione del Sudafrica, l’organismo voluto da Nelson Mandela e presieduto da Desmond Tutu. Sachs, avvocato e attivista anti-apartheid, è rientrato in Sudafrica nel 1990 dopo un lungo esilio a Londra e in Mozambico. Proprio lì è stato vittima di un attentato ordito a suo danno dai servizi segreti sudafricani: l’esplosione dell’autobomba che doveva ucciderlo, gli ha provocato la mutilazione di un braccio e la perdita di un occhio. Membro dell’Esecutivo nazionale dell’African National Congress ha partecipato ai negoziati che hanno permesso la transizione democratica del Paese. Giudice della Corte costituzionale del Sudafrica, carica che ha ricoperto dal 1994 al 2009, attualmente tiene corsi nelle più prestigiose università americane. “Oggi il Sudafrica è un paese felice – ha proseguito Sachs – e se possiamo camminare liberamente per le strade lo dobbiamo a Nelson Mandela e alla sua lungimiranza. Ma il suo lavoro non è terminato, e sta a noi portarlo avanti con coraggio e dedizione”.

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