Papa Francesco: Amoris Laetitia, “utile l’esperienza della lunga tradizione orientale dei sacerdoti sposati”

Ci vuole “una formazione adeguata per trattare i complessi problemi attuali delle famiglie”, e “può essere utile anche l’esperienza della lunga tradizione orientale dei sacerdoti sposati”. È uno dei suggerimenti per i candidati al sacerdozio contenuto nel capitolo sesto dell’Amoris Laetitia, dedicato da “alcune prospettive pastorali”. I seminaristi, l’indicazione del Papa, “dovrebbero accedere ad una formazione interdisciplinare più ampia sul fidanzamento e il matrimonio, e non solamente alla dottrina”: durante la formazione, occorre “garantire una maturazione affinché i futuri ministri possiedano l’equilibrio psichico che il loro compito esige”, ad esempio armonizzando “tempi di vita in seminario con altri di vita in parrocchia”. Nell’esortazione postsinodale, viene dato ampio spazio alla preparazione remota e prossima al matrimonio, sottolineando “l’esigenza di un maggiore coinvolgimento dell’intera comunità privilegiando la testimonianza delle stesse famiglie”, anche tramite “alcuni momenti personalizzati”. “Imparare ad amare qualcuno non è qualcosa che si improvvisa, né può essere l’obiettivo di un breve corso previo alla celebrazione del matrimonio”, ammonisce Francesco raccomandando un maggiore impegno nelle parrocchie per la pastorale dei fidanzati. “Molti arrivano alle nozze senza conoscersi”, l’analisi del Papa, secondo il quale tra le cause delle crisi matrimoniali rientra anche una maturità affettiva ritardata dei nubendi. “L’amore è artigianale”, e spesso nei confronti del matrimonio le aspettative sono eccessive: di qui la necessità di accompagnare i giovani sposi anche nei primi anni di vita matrimoniale. Tra le proposte, istituire nelle parrocchie “un servizio d’informazione, di consiglio e di mediazione, legato alla pastorale familiare”.

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