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Papa Francesco: Amoris Laetitia, “Integrare tutti”. “Accompagnare, discernere e integrare” i verbi chiave

“Accompagnare, discernere e integrare”. Sono i tre verbi-chiave dell’“Amoris Laetitiae” riferite alla “fragilità” delle famiglie, cui è dedicato l’ottavo capitolo, in cui si parla del “lavoro” della Chiesa, che “assomiglia a quello di un ospedale da campo” e la cui “logica” è quella della “misericordia pastorale”. “La strada della Chiesa, dal Concilio di Gerusalemme in poi, è sempre quella di Gesù: della misericordia e dell’integrazione. La strada della Chiesa è quella di non condannare eternamente nessuno; di effondere la misericordia di Dio a tutte le persone che la chiedono con cuore sincero”. Per il Papa, dunque, “sono da evitare giudizi che non tengono conto della complessità delle diverse situazioni, ed è necessario essere attenti al modo in cui le persone vivono e soffrono a motivo della loro condizione”. In sintesi, la ricetta dell’“Amoris Laetitia” è di “integrare tutti”, “aiutare ciascuno a trovare il proprio modo di partecipare alla comunità ecclesiale, perché si senta oggetto di una misericordia immeritata, incondizionata e gratuita”: “Nessuno può essere condannato per sempre, perché questa non è la logica del Vangelo”, ammonisce Francesco, che subito dopo precisa: “Non mi riferisco solo ai divorziati che vivono una nuova unione, ma a tutti, in qualunque situazione si trovino”. “Accompagnare con attenzione e premura i suoi figli più fragili, segnati dall’amore ferito e smarrito, ridonando fiducia e speranza, come la luce del faro di un porto o di una fiaccola portata in mezzo alla gente per illuminare coloro che hanno smarrito la rotta o si trovano in mezzo alla tempesta”, il primo imperativo. Il punto di partenza è la consapevolezza che “il matrimonio cristiano, riflesso dell’unione tra Cristo e la sua Chiesa, si realizza pienamente nell’unione tra un uomo e una donna, che si donano reciprocamente in un amore esclusivo e nella libera fedeltà, si appartengono fino alla morte e si aprono alla trasmissione della vita, consacrati dal sacramento che conferisce loro la grazia per costituirsi come Chiesa domestica e fermento di vita nuova per la società”. “Altre forme di unione – puntualizza il Papa – contraddicono radicalmente questo ideale, mentre alcune lo realizzano almeno in modo parziale e analogo”.

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