Giustizia: Annunziata (Uer), “sistema della pena in Italia tendente alla prevenzione e non alla rieducazione”

“In Italia assistiamo a uno svilimento del sistema della funzione della pena, sempre più tendente alla prevenzione anziché alla rieducazione”. Lo ha detto oggi Luigi Annunziata, docente di Corporative criminal in Italy and the Usa all’Università Europea di Roma, durante il convegno organizzato dall’Ateneo sul tema. “I recentissimi dati del ministero della Giustizia parlano chiaro – ha continuato il docente – il malato è convalescente, non ancora guarito, dopo il decreto svuota carceri, visto che la popolazione carceraria conta 52.846 detenuti rispetto a una capienza di 49.504 unità”. “Il dato più allarmante – ha sottolineato Annunziata – attiene alla percentuale di detenuti non a fronte di un provvedimento definitivo di condanna ma in applicazione di una misura cautelare personale, ovvero il 35% del totale”. Le cause, ha spiegato, “devono rinvenirsi nella struttura stessa del nostro sistema processuale. L’applicazione di una misura cautelare personaledeve essere una eccezione alla regola e come extremis ratio”. Eppure, nonostante ciò, “buona parte dei detenuti si trova ristretta senza che sia stato emesso un provvedimento definitivo di condanna”, ha concluso.

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