Disagi mentali: Viormed, “se il paziente è trattato, il suo passato violento non è fattore di rischio significativo”

Sono stati presentati oggi a Brescia, nell’ambito di un convegno all’Irccs Fatebenefratelli che ha finanziato la ricerca insieme alla Regione Lombardia, i risultati del progetto Viormed di studio sull’aggressività dei pazienti rilasciati dagli Ospedali psichiatrici giudiziari. Lo studio dimostra che “se questi pazienti sono trattati in strutture che garantiscono il trattamento ed il prendersi cura del paziente, prevenendo anche l’abuso di alcool o di sostanze, i comportamenti aggressivi, o quelli francamente violenti contro le persona non vengono più ripetute”.  Aver commesso atti di violenza in passato, si legge nella nota che dà notizia della ricerca, non costituisce dunque un fattore di rischio, purché il paziente psichiatrico sia trattato in una struttura idonea, che garantisca assistenza e supporto, e prevenga fattori di rischio di particolare importanza per i comportamenti violenti, come l’abuso di sostanze e di alcool. Lo studio Viormed rappresenta il primo studio longitudinale condotto in scrupolosa aderenza ai più rigorosi criteri internazionali mai realizzato in Italia: 82 pazienti affetti da disturbi mentali gravi e ricoverati in strutture residenziali del Nord Italia (tra i quali circa metà con un passato di ricovero in Opg o di incarcerazione), tutti con una storia significativa di comportamenti violenti, sono stati valutati con un sofisticato set di strumenti clinici e neuropsicologici. I pazienti con storie di violenza, che però sono ospiti di strutture residenziali in cui sono seguiti ed aiutati, non manifestano tassi di aggressività o violenza più elevati di quelli riportati da pazienti che non hanno mai commesso violenze nel loro passato. E’ ora in corso la seconda parte della ricerca che coinvolge 250 pazienti seguiti dai Dipartimenti di salute mentale di Brescia, Garbagnate, Legnano e Monza che consentirà di capire se simili considerazioni si applicano anche a pazienti a rischio di violenza seguiti ambulatorialmente. Per costoro l’aderenza al trattamento non è garantita, come in struttura residenziale, e fattori di rischio importanti, quali l’abuso di sostanze e di alcool non sono automaticamente garantiti come nel setting residenziale.

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