Formazione sociale e politica: Pezzotta, “senza un progetto educativo non si esce dalla crisi”

Il lascito e le ferite inferte dalla grande crisi sulla coesione sociale, la crisi strutturale e concettuale del lavoro con ben 25 milioni di disoccupati e la crisi migratoria in essere sono le tre questioni che pesano sull’Europa. Così il parlamentare Savino Pezzotta è intervenuto sabato 2 aprile con un contributo alla due giorni “Per la libertà… insieme!”, momento di formazione sociale e politica promosso dalla diocesi di Faenza-Modigliana assieme alla vicina diocesi di Imola. Pezzotta, assente per ragioni dell’ultimo momento, ha inviato una riflessione scritta: “Oggi c’è solo una strada realistica: affrontare in maniera congiunta le questioni della moneta, della migrazione e del lavoro con un’attenzione privilegiata all’occupazione”. E a quanti osservano che l’immigrazione è un problema, Pezzotta ribadisce: “La presenza di stranieri al lavoro vuol dire tasse e contributi e ovunque. Il bilancio della presenza straniera è in attivo”. Serve, però, “più Europa capace di produrre lavoro tramite riforme strutturali in grado di portare più occupazione”. Ma occorre anche superare il livello di mercificazione cui è giunto il lavoro: “Questa visione strumentale del lavoro è oggi messa in crisi dall’emergere della soggettività personale e dal porsi del tema della sostenibilità umana e ambientale, non è più la classe ad essere protagonista della valorizzazione del lavoro, ma la persona”. Da semplice diritto, il lavoro diventa “progetto”, vocazione, bene comune. La strada da percorrere, in questo senso, “porta a ripensare i modi di fare impresa e l’intraprendere”. Richiede uno sforzo educativo in cui “non si tratta solo di assumere competenze, professionalità, tecnicalità, ma responsabilità. Senza un progetto educativo – ha concluso l’ex sindcalista – non si esce dalla crisi. Ma questo esige capacità di testimonianza”.

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