Diocesi: mons. Toso (Faenza-Modigliana), “riappropriarsi della democrazia”. Creare “un nuovo movimento sociale”

“Riappropriarsi della democrazia” è il titolo della relazione conclusiva tenuta ieri da monsignor Mario Toso, vescovo di Faenza-Modigliana, della due giorni “Per la libertà… insieme!”, momento di formazione sociale e politica promosso assieme alla vicina diocesi di Imola. Mons. Toso ha parlato anche nella veste di incaricato della Pastorale sociale della Conferenza episcopale dell’Emilia-Romagna. Secondo il vescovo, viviamo un tempo di conclamata crisi della politica, dei partiti e della democrazia. Tutti ne sono consapevoli e tutti vivono una democrazia “a bassa intensità” che si esprime con crescita delle povertà e delle diseguaglianze. Cresce la separazione fra èlite dominante e società civile, mentre si evidenzia sempre più la mancanza di “una visione complessiva di Paese”. Come ritornare a una “democrazia ad alta intensità, inclusiva”?, si è domandato mons. Toso: “Si tratta, anzitutto, di mettere in campo una nuova evangelizzazione del sociale che consenta un nuovo incontro con Gesù Cristo”. Quindi, dopo la fine della vecchia DC, bisogna portare tutte le organizzazioni e associazioni di ispirazione cattolica a dar vita insieme a “un nuovo movimento sociale”. Terzo passo, in sintonia con il mondo universitario, è dare vita a una “democrazia inclusiva” che mons. Toso, con Papa Francesco, vede come “superamento delle dottrine economiche neoliberistiche”. Infine, servono “un’economia inclusiva” e il superamento delle “cause strutturali della povertà e piani meramente assistenziali”. Impegni pratici per riappropriarsi della democrazia? Mons. Toso suggerisce la sensibilizzazione e aggiornamento del clero e dei laici, insieme alla preparazione di nuove generazioni di cattolici in politica.

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