Cardinale Bassetti: “il campo profughi di Idomeni è molto più di un simbolo, è la tragica realtà”

“Tommaso, cari fratelli e sorelle, non è così lontano dalla nostra esistenza”. Lo ha detto ieri cardinale Gualtiero Bassetti, durante l’omelia per la messa di chiusura della due giorni su “Per la libertà … insieme!” che si è tenuta a Faenza. L’incredulità dell’apostolo, per l’arcivescovo di Perugia, “vive nel cuore di ogni persona”. Anche oggi, “dove il cinismo e l’indifferenza, l’individualismo e il consumismo, sembrano albergare nel cuore dell’uomo. Un uomo, troppo spesso bramoso di soli beni materiali. Un uomo tragicamente solo, che vivendo per se stesso, ha perso il senso della relazione con l’Altro e con Dio”. Gli uomini e le donne di oggi si sentono libere. Forse come mai prima nella storia: “Ma di questa libertà, spesso, non solo non sanno che farsene, ma finiscono per utilizzarla contro se stessi”. Una sorta di palude dell’anima, dalla quale da solo non esce. Attentati terroristici e questione rifugiati, “rappresentano quella palude di odio e indifferenza nella quale l’uomo moderno è sprofondato. E il fango che ricopre il campo profughi di Idomeni, in Grecia, è molto più di un simbolo: è la tragica realtà”. In questo delicato tornante della storia si inserisce l’azione salvifica della misericordia che, per il card. Bassetti, è “testimonianza forte della presenza di Dio nella vita degli uomini”: “Una testimonianza che si presenta come una propensione all’accoglienza e al perdono e che ci mostra, inequivocabilmente, qual è la strada dell’amore cristiano”.

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