Cappella Sistina: giovedì 14 aprile a Roma la presentazione di nuove scoperte su la “Consegna delle chiavi” di Pinturicchio

L’edificio raffigurato sullo sfondo della “Consegna delle chiavi” – il celebre affresco dipinto dal Pinturicchio nella Cappella Sistina – è la chiesa di Santa Maria della Pace in Roma. A provarlo è Lorenzo Cappelletti, nel suo studio pubblicato del volume “Le chiavi del Paradiso. Primato petrino e devozione mariana di Sisto IV tra Cappella Sistina e Santa Maria della Pace”, che verrà presentato giovedì 14 aprile, a Roma (ore 17), proprio presso la chiesa Santa Maria della Pace, da Claudio Strinati e Francesco Prosperetti. La presentazione del volume, firmato da Lorenzo Prosperetti e Simona Benedetti, è organizzata dalla facoltà di Teologia della Pontificia Università Antonianum, in collaborazione con l’Istituto nazionale di studi romani (che pubblica il volume) e il Centro culturale Aracoeli. Mentre alla Pinacoteca di Brera di Milano è in corso la mostra “Primo dialogo, Raffaello e Perugino” attorno a due sposalizi della Vergine che accosta le due opere del maestro e dell’allievo, Lorenzo Cappelletti offre uno studio sulla “Consegna delle chiavi”, opera a cui si ispirò il Perugino nella raffigurazione delle nozze della Vergine commissionatagli per il duomo di Perugia, offrendo a sua volta un modello a Raffaello per la raffigurazione del medesimo soggetto. La chiesa romana di Santa Maria della Pace, che l’autore del volume identifica sullo sfondo dell’opera,  fu fatta edificare dal papa francescano Sisto IV, già ministro generale dei frati Minori, nel 1482 per ricordare il miracolo secondo cui l’immagine della vergine avrebbe sanguinato e come voto per la scongiurata guerra temuta a seguito della “congiura dei Pazzi” a Firenze. È lo stesso Sisto IV che fece lavorare il Pinturicchio nella Cappella Sistina, che ampliò la chiesa di Santa Maria della Pace in Roma e che intervenne destinando definitivamente a Perugia l’anello in calcedonio che secondo la tradizione fu quello dato da san Giuseppe a Maria nel momento del loro sposalizio e in onore del quale al Perugino fu commissionato “Lo sposalizio della Vergine”, tema ripreso dal Raffaello.

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