Media: mons. Viganò (Santa Sede), “La riforma seguirà il metodo della cipolla”

“I passi della riforma si attivano attraverso degli studi e dei dati. Ho chiesto alla società Accenture una analisi dei siti del Vaticano, individuando le parole chiave di ricerca. In particolare la parola “angelus”. Ebbene, ad oggi, il primo sito del Vaticano in lingua italiana è solo al settimo posto nella ricerca con Radio vaticana. Questo ci fa capire che tutto quello che spendiamo dovrebbe avere dei risultati e quindi salire nella lista altrimenti il nostro grande lavoro rischia di essere inutile”. Cosi ha affermato monsignor Dario Edoardo Viganò, Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, nella conferenza di oggi per illustrare la riforma della comunicazione vaticana. “Il modello trovato per attuare la riforma – ha continuato monsignor Viganò – deve essere rispettoso dei media e sarà culinario, battezzato per l’occasione: “metodo della cipolla”, sia perché sarà a strati sia perché sarà fisiologico che qualche lacrima scorrerà e sicuramente purificherà lo sguardo. Sono quattro le fasi in cui si divide: nel 2015 c’è stato l’accorpamento del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali con il servizio internet della Santa Sede e la Sala stampa. Nel 2016 invece ci sarà l’unione di Radio vaticana con il Centro televisivo vaticano. La mole di lavoro sarà grandissima, in questo caso, perché occorrerà unire il personale di entrambe entro il 31 dicembre. Il prossimo anno avremo poi l’accorpamento della tipografia vaticana con l’Osservatore romano e il servizio fotografico. Il 2018 infine sarà l’anno della verifica di questo intero processo di riforma”. “L’obiettivo – ha sottolineato il Prefetto – sarà quello di avere un output convergente dei vari media attraverso una infrastruttura di distribuzione che si avvarrà ai media tradizionali e digitali. In particolare, oltre al sito vaticana.va, vaticanews.va (nome ancora provvisorio) sarà l’altro grande portale dove saranno racchiuse le 39 redazioni multilinguistiche e multiculturali”, ha terminato.

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