Primo maggio: Messaggio Cei, serve “alternanza scuola-lavoro”. L’Italia non continui a sprecare il talento dei suoi giovani

Occorre fare in modo che “scuola e lavoro siano due esperienze che si intrecciano e interagiscono: i giovani devono poter fare esperienze professionali il prima possibile, così da non trovarsi impreparati una volta terminati gli studi”. È quanto si legge nel Messaggio per la giornata del primo maggio, diffuso oggi dalla Commissione Cei per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, dal titolo “Il lavoro: libertà e dignità dell’uomo in tempo di crisi economica e sociale”. L’alternanza scuola-lavoro, di recente riformata, rappresenta “una leva fondamentale poiché permette a un numero sempre più ampio di giovani di capire quali sono le competenze e le capacità richieste dal mercato”, e può favorire anche lo sviluppo di “una propensione all’auto-impiego: l’Italia – il monito dei vescovi – non può continuare a sprecare l’intelligenza, il talento e la creatività dei suoi giovani, che emigrano nella speranza di essere accolti altrove. Occorre creare per loro spazi di sperimentazione”. Ci sono tanti segnali “che mostrano quanto la collaborazione, la partecipazione e la solidarietà possano essere gli ingredienti di base per ricette imprenditoriali nuove” che “rompono con la ‘globalizzazione del paradigma tecnocratico’”, senza essere “improduttive o economicamente fallimentari”. Prova “reale e concreta” ne è l’esperienza del Progetto Policoro. Cooperative di servizi, start-up tecnologiche, aziende di agricoltura sociale, “oltre a essere innovative per il prodotto proposto al mercato, sono spesso innovative anche nelle forme di produzione: aziende inclusive, solidali, basate sulla relazione e sulla valorizzazione del talento delle persone”.

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