Povertà minorile: Unicef, più “benefici” a bambini bisognosi se si investe in “protezione sociale”

Secondo un rapporto dell’Unicef lanciato oggi, i bambini che vengono lasciati più indietro nelle società ricevono maggiori benefici quando i Paesi investono in protezione sociale. Il Rapporto “The Social Monitor: Social Protection for Child Rights and Well-being in Central and Eastern Europe, The Caucasus and Central Asia” riporta consolidate e recenti evidenze di cambiamento della povertà minorile e dell’impatto della protezione sociale sui bambini in 30 tra Paesi e territori nella regione. Tra le sfide più importanti che la regione deve affrontare per far fronte ai bisogni di protezione sociale dei bambini, figurano l’ assistenza in denaro, i sussidi sanitari o i servizi d’istruzione, il supporto, i servizi sociali e il congedo parentale. Stando ai dati dell’Unicef, “la situazione dei bambini è migliorata rispetto a 20 anni fa, ma ancora molti bambini vivono in famiglie povere, sono privati delle necessità di base, esclusi dai servizi, dalle comunità e dalle società”. “I paesi che spendono e si concentrano maggiormente sulla protezione sociale per i bambini e le famiglie hanno maggiori possibilità di ridurre la povertà minorile”, ha dichiarato Marie Pierre Poirirer, direttore regionale e coordinatore speciale dell’Unicef per la crisi migranti e rifugiati in Europa.  L’Ungheria, per esempio, ha ridotto del 25% il numero di bambini a rischio povertà e ha elevati livelli di spesa per gli interventi di assistenza alle famiglie (il 13% del totale della spesa per la protezione sociale). Situazioni analoghe in Croazia e Romania. “La protezione sociale è un diritto, non un sussidio. Quando i Paesi investono in migliore protezione sociale per i bambini e le loro famiglie, tutti beneficiano di una società più produttiva e equa”, ha aggiunto. Tra le raccomandazioni, “semplificare le procedure di richiesta di assistenza per ricevere supporto economico e sociale” e “informare i bambini e le loro famiglie sui benefici della protezione sociale e ampliare la copertura per i più vulnerabili”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa

Informativa sulla Privacy