Migrazioni: Forti (Caritas), il “migration compact” è “fotocopia dell’accordo Ue-Turchia”

Il “migration compact”? “È un contributo tra i tanti, non particolarmente innovativo e non risolutivo. Fare accordi con i Paesi che non rispettano i diritti umani vuol dire fare una fotocopia dell’accordo Ue-Turchia che noi abbiamo già ampiamente criticato”. È questo il parere di Oliviero Forti, responsabile dell’area immigrazione di Caritas italiana, a proposito del “Migration compact”, il piano italiano che mira ad attribuire all’Ue la responsabilità della gestione dei flussi migratori investendo nei Paesi africani coinvolti, in cambio dell’impegno a frenare il flusso dei migranti.  “In poche parole è ciò che stiamo sperimentando con la Turchia – osserva al Sir, a margine del convegno delle Caritas diocesane in corso a Sacrofano (Roma) -. Un pacchetto di misure che, per chi conosce questa materia ed ha minimo di esperienza nel settore, già da ora sa che saranno difficilmente implementabili”. La vicenda dei profughi, sottolinea, “sta marcando sempre più la distanza fra un’idea di Europa in grado di affrontare con una sola voce le grandi sfide contemporanee, e la realtà di quella che si sta rivelando nei fatti una ‘unione mancata’. Stanno emergendo tante, troppe fragilità che credevamo superate o superabili con un semplice voto a Strasburgo”. A suo avviso “né la commissione né il Parlamento europeo sembrano in grado di arginare questa diffusa deriva nazionalista che nel peggiore dei casi rispolvera il fascino dei muri, nel migliore dei casi si presenta con delle proposte  ‘politicamente s-corrette’ e di dubbia efficacia”.

 

 

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