Naufragio migranti: Iacomini (Unicef), “indignati e senza parole. Serve esame coscienza globale”

“Siamo ammutoliti, come un anno fa. Se la notizia è confermata altre centinaia di persone, esseri umani, ci tengo a precisarlo, sono dispersi nel Mediterraneo. Non ci sono parole per descrivere questa ennesima tragedia e non vogliamo neanche pensare quanti saranno i bambini innocenti che hanno perso la vita in questo disastro, figli come i nostri figli” lo dichiara in una nota Andrea Iacomini, portavoce dell’Unicef Italia. “La verità è che il problema non è solo europeo, né tantomeno italiano – prosegue Iacomini -, è una questione di coscienza globale su un fenomeno al quale non siamo stati capaci di porre un argine ancor prima che politico o legislativo, umano. Il problema non sono le quote, gli accordi tra Stati, i muri, siamo tutti noi che anno dopo anno fingiamo di non vedere o capire, come se gli appelli del Papa, non fossero serviti a nulla” . Il portavoce Unicef lancia un appello: “Rinnovo l’invito a tutti i cittadini italiani, le istituzioni, le ong, le scuole, le università ad unirsi a noi per dire ‘Basta morti in mare’, soprattutto se a perdere la vita sono bambini, sperando che nessuno, al solito dedicasse minuti di silenzio a queste morti e a quelle di questi mesi dove, ricordo nell’indifferenza generale 2 bambini in media al giorno hanno perso la vita per raggiungere la salvezza, per sfuggire alla morte”. “Bisogna fermare le guerre, non i bambini – conlcude Iacomini -. Sconfiggere le povertà e le violenze, non alimentarle. Non ci stiamo riuscendo, ci stiamo abituando alla morte nel Mediterraneo”.

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