Cardinale Scola: “non ci sono muri che tengono di fronte all’immigrazione. Non si può impedire, al massimo orientare”

Il problema dell’immigrazione “anche qui a Milano nei prossimi mesi si aggraverà” e “sarà bene prepararsi: ogni soggetto lo faccia al proprio livello”. E il “gesto emblematico del Santo Padre” durante la visita ai profughi di Lesbo “deve essere un richiamo continuo”. Così si è espresso ieri il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, celebrando la messa nell’auditorium di Rho Fiera nell’ambito del Salone del mobile. “Non ci sono muri che tengono di fronte al processo dell’immigrazione che non si può impedire – ha aggiunto il vescovo – ma al massimo orientare”. “Vi chiedo, di fronte alla bellezza e alla serietà del vostro lavoro, di assumervi tutto il ruolo che vi compete. Che sappia interferire, in termini adeguati e nel rispetto di tutti, con l’azione civica e con le Istituzioni politiche perché, mediante il gioco democratico, si possa costruire la Milano del futuro che sarà necessariamente meticcia”. Nell’omelia il cardinale Scola ha mostrato la positività dell’iniziativa del Salone del mobile “che giustamente volete come ricerca del bello e di innovazione, perché l’arte del legno si sviluppi e sia generatrice di nuovi rapporti, di una società più umana e di amicizia civica”. Scola ha infine aggiunto: “Il problema del nostro tempo è la frammentazione che non valorizza l’unità e non tiene conto delle potenzialità: unità che, invece, è la sola che costruisce società buona. Milano ha bisogno di unità e lavoro comune”.

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