Diocesi: Taranto, replica alle accuse a mons. Santoro per sponsorizzazione del Mysterium festival

La diocesi di Taranto risponde all’attacco diretto subito in mattinata dal Comitato dei cittadini liberi e pensanti, che ha chiesto le dimissioni dell’arcivescovo della diocesi ionica, monsignor Filippo Santoro, accusato “di aver accettato la sponsorizzazione della Total nella realizzazione del Mysterium festival (cartellone di eventi culturali del periodo pasquale, ndr)”. L’arcivescovo dovrebbe chiedere scusa, a detta del Comitato, “perché ha visto quali manovre politiche e lobbistiche ci sono dietro le autorizzazioni del progetto Tempa Rossa, dietro quel petrolio che la Total porterebbe proprio al porto di Taranto per caricarlo sulle petroliere. Dovrebbe restituire quei soldi se ha a cuore Taranto”. Netta la risposta dell’Ufficio stampa della diocesi tarantina: “È noto che il patrocinio dell’arcidiocesi di Taranto al Mysterium non è di natura economica – si legge – e che l’arcivescovo non gestisce un centesimo di queste iniziative, né in alcun modo ha titolo su aspetti gestionali. Quindi l’arcidiocesi non restituisce nulla perché non ha ricevuto nulla. L’impegno della Curia è quello di contribuire a che la programmazione culturale ed artistica sia una cornice consona e opportuna ai riti della Settimana Santa, mettendo a disposizione gratuitamente siti e personale proprio per l’accoglienza delle iniziative. La sponsorship è interamente curata dall’Orchestra Ico Magna Grecia. Dispiace ancor più dell’accusa faziosa, falsa e strumentale che tenta di infangare l’impegno di monsignor Santoro per Taranto, che ci si ostini sempre a percorrere vie di divisione e di fango. La chiarezza con la quale monsignor Santoro si è espresso per il ‘sì’ del prossimo referendum del 17 aprile è chiaramente indice di libertà da qualsiasi vincolo di natura economica e politica”.

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