Unioni civili: Di Stefano (deputato), “un emendamento per introdurre l’obiezione di coscienza per i sindaci”

“Un emendamento al ddl Cirinnà che introduca la facoltà, per sindaci e amministratori pubblici, di ricorrere all’obiezione di coscienza. L’amministratore pubblico dovrà comunicarlo al sindaco e il sindaco al prefetto”. Lo ha annunciato, stamattina, il deputato Fabrizio Di Stefano, in una conferenza stampa organizzata dall’Associazione ProVita, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati a Roma. Oggi è l’ultimo giorno utile per presentare emendamenti al ddl Cirinnà. “Abbiamo accolto – ha proseguito Di Stefano – il grido sollevato dal sindaco di Castiglion Fiorentino, Mario Agnelli. L’Italia è un paese in cui si è attenti a rispettare la sensibilità di tutti, in cui si modificano i menù delle mense scolastiche per rispettare i convincimenti degli allievi, in cui si tolgono i crocifissi dagli ospedali e i presepi dalle scuole, che pure fanno parte della nostra tradizione cultrurale. Sarebbe giusto, perciò, rispettare anche la volontà di quei sindaci e amministratori pubblici che non intendono registrare le unioni civili di persone dello stesso sesso. Sarebbe giusto, infatti, rispettare la sensibilità di quella che è ancora la maggioranza del Paese. Solo nella mia regione, l’Abruzzo, una quarantina di sindaci hanno aderito alla richiesta di poter avvalersi dell’obiezione di coscienza”.

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