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Francia: perquisizioni nell’arcivescovado di Lione. Card. Barbarin, “piena collaborazione in tutta trasparenza con la giustizia”

Massima cooperazione “in tutta trasparenza con la giustizia”. È tornato a ribadirlo il cardinale Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione, dopo che ieri nel quadro delle indagini preliminari aperte dalla procura di Lione, gli investigatori hanno perquisito l’arcivescovado. Il cardinale è coinvolto in un caso di abusi sessuali commessi, circa 25 anni fa, da un sacerdote, padre Bernard Preynat, su dei ragazzi scout. È la diocesi di Lione a dare la notizia della perquisizione. “Nel quadro delle indagini preliminari aperte dalla procura di Lione, la diocesi di Lione è stata invitata a rimettere oggi agli inquirenti giunti per effettuare una perquisizione gli elementi di cui la giustizia ha bisogno di disporre, per fare luce su questi eventi dolorosi”. “Il cardinale Philippe Barbarin – prosegue la nota della diocesi – ha espresso in più occasioni la sua volontà di collaborare in tutta trasparenza con la giustizia: si mette a disposizione con fiducia e rinnova la speranza che la giustizia possa agire nella serenità necessaria per accertare la verità e la guarigione della sofferenza delle vittime”.

Ieri il giornale cattolico francese “La Croix” aveva dato la notizia che i fatti di pedofilia commessi da padre Bernard Preynat sono stati dichiarati non prescritti dal giudice istruttore. Era stato l’avvocato di difesa del sacerdote a chiedere la prescrizione al magistrato che, però, ha rifiutato in base al fatto che si tratta di delitti di natura sessuale commessi da una persona con autorità su minori di 15 anni. Sempre al quotidiano cattolico “La Croix”, l’entourage dell’arcivescovo di Lione aveva assicurato  che “ogni vittima o ogni famiglia che desiderassero incontrare direttamente il cardinale, la sua porta è  assolutamente aperta”. L’arcidiocesi ha fatto anche sapere che il cardinale ha ricevuto le famiglie delle vittime di padre Preynat sabato scorso e che la diocesi sta lavorando per migliorare l’accoglienza delle vittime avvalendosi di esperti capaci di intraprendere decisioni di fronte a situazioni così complesse”.

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