Scuola cattolica: Diaco, no a “omologazione” e “uniformità”, serve “cantiere del risveglio”

Per fronteggiare adeguatamente l'”emergenza educativa”, serve un “cantiere del risveglio” che sappia dire “no all’omologazione e all’uniformità”. Lo ha detto Ernesto Diaco, direttore dell’Ufficio nazionale della Cei per l’educazione, la scuola e l’università e presidente del Centro studi per la Scuola cattolica (Cssc) aprendo oggi, a Roma, i lavori del seminario sul tema “Valutare la qualità delle scuole paritarie”. Diaco ha citato un documento elaborato dal Cssc, dal titolo “Per una qualità sostanziale della scuola cattolica”,  in cui si definisce la scuola cattolica come “un’esperienza educativa comunitaria”, che a volte però “rischia di non valorizzare appieno l’originalità della sua proposta educativa e l’antropologia pedagogica che la sorregge”. Il direttore dell’Ufficio Cei ha ricordato le recenti parole di Papa Francesco all’Agesc, con le quali “ha esortato la scuola cattolica a fare la differenza con la qualità formativa puntando sulla qualità della presenza, non sulla quantità d risorse da mettere in campo”. “Mentre i modelli della qualità centrati sugli algoritmi, fissando standard di prestazione, finiscono per ottenere come effetto inatteso l’omologazione delle scuole e la dissolvenza delle loro peculiari identità – si legge nel documento del Cssc -, un approccio alla qualità sostanziale rispettosa della natura e dell’opera educativa nella scuola deve puntare piuttosto a salvaguardare la pluralità delle storie e dei metodi adottati dalle scuole reali, affinché ognuna possa dare il meglio di se stessa”.

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