Unione europea: Graglia (Università di Milano), “Se salta Schengen, salta il mercato unico”

Piero Graglia (Università degli Studi di Milano)

“Le merci si muovono con le persone. Per cui se salta Schengen, salta il mercato unico”. Piero Graglia condensa in poche, chiare parole la situazione creatasi in Europa in seguito alle pressioni migratorie provenienti da Medio Oriente e Africa e ai nuovi muri, ai controlli alle frontiere che tornano nel Vecchio continente. Studioso di integrazione europea, docente all’Università degli Studi di Milano, biografo del federalista Altiero Spinelli, Graglia ha svolto ieri sera una relazione su Jean Monnet, uno dei “padri” dell’Europa unita, nella sede dell’Ambrosianeum di Milano. La Fondazione culturale istituita dalla diocesi ambrosiana ha promosso una serie di incontri sul tema “Conoscere l’Europa: ritrovare lo spirito europeo”. Dopo la trattazione a carattere eminentemente storico, Graglia risponde ad alcune domande di attualità. Sul referendum britannico per la permanenza o meno dell’Ue osserva: “Occorre anzitutto riconoscere quanto il Regno Unito abbia guadagnato con l’adesione alla Comunità e misurare inoltre i costi dell’uscita dall’Ue. Significherebbe allontanarsi dal mercato principale cui fanno riferimento le produzioni inglesi, frapporre barriere doganali tra l’economia dell’isola e il resto d’Europa… Fra l’altro alle spalle di Londra non esiste più un ‘impero’, un Commonwealth al servizio dell’Inghilterra. E sarebbe ovviamente una perdita anche per l’Europa, non solo dal punto di vista economico. Non posso quindi che pensare che il Brexit, l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, sarebbe un errore. Ma non credo proprio che vi si arriverà”.

Sul Brexit Graglia aggiunge: “Sono più che altro convinto che il referendum sia per Cameron”, premier britannico, “uno strumento di pressione politica per introdurre delle riforme” nell’Europa comunitaria. Ancora un tema di attualità: il bilancio dell’Unione europea è piuttosto modesto, circa l’1% del Prodotto interno lordo dei Ventotto… “Se ci fosse Monnet – afferma sorridendo Graglia – domanderebbe: ma cosa volete fare con questi quattro soldi?”.

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