Papa Francesco: intervista ad “Asia Times”, “ammiro la Cina, la sua cultura e saggezza”

“Ammiro la Cina, la sua grande cultura, la sua inesauribile saggezza”. Così Papa Francesco, in un’intervista rilasciata al giornalista Francesco Sisci per la testata “Asia Times”. Nel corso della conversazione, il Pontefice rivolge anche i suoi auguri al popolo cinese ed al suo presidente, Xi Jinping, per il Capodanno cinese che ricorre l’8 febbraio. “Per me, la Cina è sempre stata un punto di riferimento di grandezza – dice il Papa – un grande Paese, una grande cultura con una saggezza inesauribile”. Inevitabile il riferimento al padre gesuita Matteo Ricci, missionario in Cina, che – spiega il Papa – “ci ha insegnato che è necessario entrare in dialogo con questo Paese”. È “una terra benedetta da molte cose – aggiunge il Santo Padre – e la Chiesa cattolica ha il dovere di rispettare tutte le civiltà e di averne ‘Rispetto’ con la ‘R’ maiuscola”. Papa Francesco cita, poi, Marco Polo che portò gli spaghetti in Italia dalla Cina e ricorda l’emozione provata nell’attraversare lo spazio aereo cinese, durante il viaggio apostolico che, a gennaio 2015, lo ha portato in Sri Lanka e nelle Filippine. Rispondendo, quindi, ad una domanda sulla pace, il Pontefice sottolinea che “la paura non è una buona consigliera” e che quindi “non bisogna temere le sfide” e “la capacità di trovare il modo di co-esistere, di rispettarsi reciprocamente”. Naturalmente – il Papa ne è consapevole – “mantenere l’equilibro della pace è una grande sfida”, ma l’Europa, il mondo occidentale ed orientale e la Cina stessa “hanno la capacità di mantenere tale equilibrio e la forza di farlo”. Per questo, ribadisce il Pontefice, “dobbiamo trovare il modo” di raggiungere tale obiettivo “attraverso il dialogo. Altra via non c’è”.  Rispondendo, poi, ad una domanda sulla politica cinese del “figlio unico”, il Papa ne parla come di “un problema doloroso” che mette i figli in condizioni di dover reggere il peso dei genitori e dei nonni, e che deriva, ad esempio, “dall’egoismo di alcuni settori abbienti che preferiscono non avere bambini”. “Questo non è un modo naturale – dice il Pontefice – e capisco che la Cina abbia aperto delle possibilità su questo fronte”. Di qui, nell’Anno Santo della Misericordia, l’invito al popolo cinese a “riconciliarsi con la sua storia, con i suoi successi ed i suoi errori”, perché questo porta alla “maturità ed alla crescita”.

 

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia

Informativa sulla Privacy