Papa in Messico: incontro famiglie, “spezzare la spirale della precarietà” che “minaccia non solo lo stomaco”

“Tanti adolescenti sono scoraggiati e vivono momenti difficili”, sono “senza slancio, senza forza, svogliati”. Lo ha detto il Papa, incontrando le famiglie a Tuxla Gutierrez.  “Spesso questo atteggiamento nasce perché si sentono soli, perché non hanno nessuno con cui parlare”, ha aggiunto citando le testimonianze delle famiglie che hanno preceduto il suo discorso. “La precarietà, la scarsità, molto spesso il non avere neppure il minimo indispensabile può farci disperare, può farci sentire una forte ansia perché non sappiamo come fare per andare avanti e ancora di più quando abbiamo dei figli a carico”, ha ammesso Francesco, che ha denunciato: “La precarietà non solo minaccia la stomaco, e questo è già molto, ma può minacciare perfino l’anima, ci può demotivare, toglierci forza e tentarci con strade o alternative di apparente soluzione ma che alla fine non risolvono nulla”. “C’è una precarietà che può essere molto pericolosa, che può insinuarsi in noi senza che ce ne accorgiamo, ed è la precarietà che nasce dalla solitudine e dall’isolamento, e l’isolamento è sempre un cattivo consigliere”, il grido d’allarme del Papa, secondo il quale “tante volte la più grande tentazione che abbiamo di fronte è starcene da soli, e lungi dal darci coraggio questo atteggiamento, come la tarma, ci inaridisce l’anima”. “Il modo di combattere questa precarietà e questo isolamento, che ci rendono vulnerabili da tante apparenti soluzioni, va dato a diversi livelli”, la ricetta di Francesco: “Uno è attraverso leggi che proteggano e garantiscano il minimo necessario affinché ogni famiglia e ogni persona possa crescere attraverso lo studio e un lavoro dignitoso”,  l’altro è “l’impegno personale”. “Leggi e impegno personale sono un buon abbinamento per spezzare la spirale della precarietà”, ha sottolineato il Papa.

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