Papa in Messico: a sacerdoti e consacrati, “mai essere impiegati dell’impresa di Dio”

“Non siamo né vogliamo essere dei funzionari del divino, non siamo né vogliamo mai essere essere impiegati dell’impresa di Dio, perché siamo invitati a partecipare alla sua vita, siamo invitati a introdurci nel suo cuore, un cuore che prega e vive dicendo: Padre nostro”. Con queste parole il Papa, a Morelia, ha spiegato ai sacerdoti, ai consacrati e ai seminaristi l’essenza della loro vocazione. “Cos’è la missione se non dire con la nostra vita: Padre nostro?”, ha sintetizzato Francesco durante l’omelia della messa: “E ci ha invitato a fare lo stesso”. “La nostra prima chiamata è quella a fare esperienza di questo amore misericordioso del Padre nella nostra vita, nella nostra storia”, la consegna del Papa: “La sua prima chiamata è a introdurci in questa nuova dinamica dell’amore, della filiazione. La nostra prima chiamata è quella ad imparare a dire Padre nostro, a dire Abbà”. “Guai a me se non evangelizzassi!”, ha tuonato il Papa con san Paolo: “Guai a me! Perché evangelizzare non è una gloria ma una necessità”. Gesù “ci ha invitato a partecipare alla Sua vita, alla vita divina: guai a noi se non la condividiamo, guai a noi se non siamo testimoni di quello che abbiamo visto e udito, guai a noi”, il monito di Francesco.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo

Informativa sulla Privacy