Virus Zika: anche la Chiesa colombiana dice stop all’aborto

Dopo l’episcopato brasiliano, anche la Chiesa colombiana ha preso posizione sulla prevenzione del virus Zika e sulla possibilità che alle donne incinte affette dal virus venga consigliato di abortire. La stampa colombiana ha infatti riportato la notizia di un primo caso d’interruzione volontaria di gravidanza da parte di una donna colombiana, che era ormai giunta alla trentaduesima settimana. P. Pedro Mercado, segretario aggiunto della Conferenza episcopale colombiana, ha chiesto alle autorità di concentrare le attenzioni sulla prevenzione del contagio e non sulla promozione dell’aborto, come pretenderebbero alcune organizzazioni internazionali. La priorità, ha dichiarato padre Mercado al maggiore quotidiano del Paese, “El Tiempo”, “dev’essere quella di eliminare le zanzare causa del contagio e non le vite di bambini innocenti”.
Nonostante sia un sostenitore della libertà di aborto, il ministro della Salute, Alejandro Gaviria, ha riconosciuto in una dichiarazione alla rivista “Semana” che l’aborto non “è una soluzione preventiva da applicare e non è una plausibile raccomandazione di salute pubblica”. Va anche sottolineato che, contrariamente a quanto accaduto in Brasile, nonostante il notevole numero di persone contagiate (circa 25mila tra cui 3milla donne incinte) non ci sono finora stati casi di microcefalia in neonati che siano stati collegati al virus Zika.

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