Ue: regolamento per commercio trasparente di minerali. Cattai (Focsiv), “mercato non neghi i diritti umani”

“Chiediamo con forza che l’Unione europea si doti di un regolamento efficace sui minerali dei conflitti. Le imprese devono essere responsabili sostenendo un mercato dove la concorrenza, molte volte illegale, non sia a danno dei diritti umani delle popolazioni e, in particolare dei più poveri”. Gianfranco Cattai, presidente Focsiv, si riferisce ai negoziati avviati oggi in sede Ue sul regolamento che dovrebbe imporre un commercio trasparente dei minerali, “in modo da perseguire i trafficanti illegali, il finanziamento di bande armate e lo sfruttamento delle popolazioni dove vengono estratti”. I negoziati prendono la forma di “trilogo” tra Parlamento europeo, Consiglio dell’Unione europea e Commissione è un’opportunità storica per i leader politici europei quella di garantire che vengano riconosciuti gli obiettivi votati dal Parlamento Europeo nel Maggio 2015. Bernd Nilles, segretario generale di Cidse – Coopération Internationale pour le Développement et la Solidarité, alleanza di 17 ong di ispirazione cattolica europee e del Nord America – dal canto suo afferma: “Il trilogo è anche l’occasione per ricordare le parole del discorso, del novembre 2014, di Papa Francesco al Parlamento europeo nel quale il Pontefice chiedeva che i diritti umani avessero il primato sugli interessi economici privati. È fondamentale che i Governi europei prestino finalmente la dovuta attenzione a questo messaggio e mostrino che è possibile rendere il settore minerario più trasparente”.

In concomitanza con queste negoziazioni, è stato preparato un video che mostra il caso di una “miniera pulita” in cui l’attività estrattiva risponde a criteri di trasparenza e responsabilità (https://www.youtube.com/watch?v=-grFacI2sAg). Il video è per ora in lingua tedesca, ma sarà presto reso disponibile in altre lingue. Girato presso la miniera Funga Mwaka nella Repubblica Democratica del Congo, rivela le condizioni lavorative dei minatori artigianali che estraggono minerali, utilizzati per la produzione di strumenti elettronici di uso quotidiano come computer portatili, smartphone e altri dispositivi elettronici. A dicembre i governi dell’Unione europea, in sede di Consiglio, “hanno confermato – chiarisce Cidse – la propria posizione iniziale rispetto alle negoziazioni: viene sostenuto un sistema di certificazione basato su approccio volontario che coinvolge solo una parte della filiera produttiva; un chiaro passo indietro” rispetto alla posizione precedentemente assunta del Parlamento europeo.

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