Reddito minimo: Gori (Alleanza contro la povertà), “bene, ma ora modificare legge delega per raggiungere tutti i disagiati”

Dopo le “cifre positive” introdotte nella legge di stabilità “ora bisogna continuare il percorso verso l’introduzione di una misura rivolta a tutti i 4,1 milioni di poveri assoluti, non interromperlo. Per cui bisogna modificare sostanzialmente il disegno di legge delega, perché così com’è interrompe di fatto questo cammino, raggiungendo solo 3 poveri su 10. Anche le misure di attivazione per l’inserimento sociale sono da rafforzare”. È questo il parere di Cristiano Gori, docente di economia politica all’Università Cattolica e promotore dell’Alleanza contro la povertà, a proposito della proposta del governo di dare un sostegno al reddito di 320 euro al mese a un milione di poveri, fino a raggiungere nel tempo i 4 milioni in povertà assoluta. Una proposta che si ispira molto a quella del Reis (Reddito d’inclusione sociale) dell’Alleanza contro la povertà. “Noi speriamo che il confronto positivo che c’è stato finora con il governo – afferma Gori – possa continuare in un lavoro di discussione sulla delega, coinvolgendo anche il Parlamento, perché è in gioco il futuro del welfare italiano”. L’Alleanza contro la povertà, anticipa Gori, “chiederà di arrivare, in alcuni anni, ad una misura rivolta ai 4,1 milioni di persone in condizioni di povertà assoluta. Le cifre contenute nella legge di stabilità erano molto positive, possono costituire un primo passo di un percorso che portà alla introduzione di una misura per tutti come il Reis, però a tal fine bisogna modificare sostanzialmente il disegno di legge delega”. Quali modifiche, in particolare? “Chiediamo che si proceda progressivamente, in 4 anni, dal 2016 al 2019, verso un incremento graduale della spesa e dell’utenza per coprire tutta la popolazione in povertà assoluta – precisa -. E che vengano destinati finanziamenti stabili ai servizi del welfare locale, a partire dai comuni (ora ci sono solo fondi europei temporanei). Lo stanziamento attuale di circa 150 milioni l’anno è insufficiente. Bisognerà rafforzare molto le misure di accompagnamento degli operatori – formazione, incontri, ecc. -, con risorse e strumenti, per metterli nelle condizioni migliori per operare”.

 

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