La Civiltà Cattolica: Scorsese a p. Spadaro, “da giovane ho pensato di fare un film sull’essere un prete. Non solo, avrei voluto essere un prete”

“Quando ero più giovane, mi è venuto in mente di fare un film sull’essere un prete. Io stesso avevo avuto voglia di seguire le orme di padre Principe e di essere un prete. Ho frequentato un seminario minore, ma non sono andato oltre il primo anno”. È quanto racconta il regista Martin Scorsese in una lunga intervista – 26 pagine – concessa al direttore de “La Civiltà Cattolica”, padre Antonio Spadaro, e pubblicata sull’ultimo numero della rivista dei Gesuiti. Capendo che “la vocazione è qualcosa di molto speciale” e che “dev’esserci una vera chiamata”, Scorsese si è chiesto “Ma se davvero si ha la chiamata, come si fa ad affrontare il proprio orgoglio?”. E “ho capito – prosegue riferendosi all’ultimo suo film – che con ‘Silence’, quasi sessant’anni dopo, stavo facendo quel film. Rodrigues è direttamente alle prese con quella domanda”. Da gennaio “Silence”, pellicola ispirata alla drammatica vicenda dei martiri giapponesi del XVII secolo, sarà in tutte le sale cinematografiche. Rispondendo alle domande di padre Spadaro, incontrato prima a New York e poi a Roma, il regista racconta la nascita e l’evoluzione del progetto di “Silence” attraverso 19 lunghi anni, il suo passato da chierichetto, il suo rapporto con la fede – “credo nei princìpi del cattolicesimo” anche se si dice non praticante – e le vicende personali e famigliari oltre che le influenze letterarie e cinematografiche che lo hanno segnato. Ma ripercorrendo la sua vita e la sua carriera, il regista italo-americano offre anche spunti sulla salvezza, sulla misericordia, sulla vicinanza di Dio.

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