Sindone: Zaccone (direttore Museo Torino), “bisogna sapersi liberare dall’ossessione dell’autenticità”

“Bisogna sapersi liberare dall’ossessione dell’autenticità”. A ribadirlo è stato Gian Maria Zaccone, direttore del Museo della Sindone di Torino, intervenuto in videocollegamento alla presentazione del convegno sulla Sindone che si terrà il 13 e 14 dicembre presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Al di là delle due posizioni antitetiche – “quella di chi afferma che la Sindone è sicuramente la Sindone di Cristo, e che la Chiesa dovrebbe presentarla, e chi invece sostiene che la Sindone non può essere assolutamente la Sindone di Cristo, e che la Chiesa non la dovrebbe presentare” – per Zaccone “il significato ben preciso della Sindone è quello che emerge da cosa essa rappresenta: un’immagine che rimanda in maniera impressionante e dettagliata alla narrazione della passione, della morte e della resurrezione di Gesù”. Del resto, “i pellegrini sono sacramente interessati al problema dell’autenticità, ma sono estremamente colpiti e attratti da ciò che l’immagine trasmette. L’unico della Sindone sta prorpio nel suo essere un’immagine, nella sua capacità di esprimere il punto di raccordo tra ciò a cui l’immagine rimanda, cioè Cristo, e la gente. La Sindone non è autoreferenziale: ha bisogno di essere guardata, per esprimere il suo messaggio”. “Senza un approccio che tenga conto della storia della pietà, la storia della Sindone risulta incomprensibile e incompleta”, ha affermato il direttore del Museo anticipando il tema del suo intervento al convegno.

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