Patriarca Bartolomeo: incontro seminaristi a Molfetta. Don Caliandro (rettore), “gli abbiamo raccontato il nostro amore per l’Oriente”

“Quella di oggi è una giornata che rimarrà nella storia del Seminario perché davvero noi riconosciamo nel Patriarca Bartolomeo I un grande testimone della fede dei nostri tempi. Vederlo insieme a Papa Francesco lavorare instancabilmente all’unità della Chiesa è un segno di grande speranza anche per noi”. In una atmosfera di gioia e grande emozione i 180 seminaristi del Pontificio Seminario teologico regionale Pio XI di Molfetta hanno accolto questa mattina il Patriarca ecumenico Bartolomeo e a raccontare al Sir come è andata è don Gianni Caliandro, rettore della comunità del Seminario.

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“È stato un incontro improntato sulla semplicità ma che il Patriarca ha saputo rendere un’occasione di grande profondità perché ha rivolto ai ragazzi un discorso molto bello sulla formazione al sacerdozio, ribadendo il primato della preghiera e della vita spirituale, l’attenzione ai poveri, l’amore per l’unità delle Chiese. Noi, presentandogli la comunità, gli abbiamo espresso la gioia di averlo tra di noi e poi gli abbiamo raccontato anche come nel Seminario di Molfetta c’è una lunga tradizione di amore e approfondimento per il movimento ecumenico così come del resto è naturale per una istituzione formativa della Puglia. Viviamo in una terra che ha una storia che ci ha abituati alla convivenza tra le culture, al rispetto per i popoli e le loro tradizioni. Soprattutto un amore grande per l’Oriente”.

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I seminaristi hanno raccontato al Patriarca come in Seminario i giovani si preparano a diventare preti con una grande attenzione a questa sensibilità ecumenica. C’è infatti un gruppo di approfondimento ecumenico costituito da una quarantina di seminaristi che organizza incontri, conferenze e anche visite presso altre Chiese. Gli stessi seminaristi nell’estate del 2003 erano stati in visita al Fanar, nella dimora del Patriarcato ecumenico di Costantinpoli e la prossima estate faranno un viaggio nei luoghi di Lutero per la commemorazione del quinto centenario della Riforma. È un’attività, oltre a quella accademica, che il rettore definisce come “una peculiarità” in una terra come quella pugliese.

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