Papa Francesco: messaggio ad Accademie Pontificie, “anche nelle periferie” ci sono “tracce di bellezza”

foto SIR/Marco Calvarese

“Anche nelle periferie” ci sono “tracce di bellezza, di umanità vera, che bisogna saper cogliere e valorizzare al massimo, che vanno sostenute e incoraggiate, sviluppate e diffuse”. Lo scrive il Papa, nel Messaggio inviato al cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, in occasione della XXI seduta pubblica delle Pontificie Accademie, che si svolge questo pomeriggio, presso la Sala Vasari del Palazzo della Cancelleria a Roma, sul tema: “Scintille di bellezza per un volto umano delle città”. Dopo aver citato come riferimento il discorso di Benedetto XVI agli artisti, pronunciato nel novembre 2009 nella Cappella Sistina, in cui il suo predecessore invitava gli artisti a “impegnarsi per rendere sempre più umani i luoghi della convivenza sociale”, Francesco – nel messaggio letto dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, prima di consegnare il Premio delle Pontificie Accademie di quest’anno – menziona i “progetti di riqualificazione e di rinascita delle periferie delle metropoli, delle grandi città, elaborati da tanti qualificati architetti, che propongono, appunto, ‘scintille’ di bellezza, cioè piccoli interventi a carattere urbanistico, architettonico e artistico attraverso cui ricreare, anche nei contesti più degradati e imbruttiti, un senso di bellezza, di dignità, di decoro umano prima che urbano”. “Le città, come i sogni, sono costruite di desideri e di paure”, scrive il Papa citando Italo Calvino: “Forse tante città del nostro tempo, con i loro sobborghi desolanti, hanno lasciato molto più spazio alle paure che ai desideri e ai sogni più belli delle persone, soprattutto dei più giovani”. “Prestare attenzione alla bellezza e amarla ci aiuta ad uscire dal pragmatismo utilitaristico”, prosegue il Papa citando la Laudato sì: “Quando non si impara a fermarsi ad ammirare e apprezzare il bello, non è strano che ogni cosa si trasformi in oggetto di uso e abuso senza scrupoli”.

 

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