Minori: Unicef e Commissione Ue, istruzione per 2 milioni di bambini

Sono circa 2 milioni i bambini che, grazie alla collaborazione fra il dipartimento per gli Aiuti umanitari e la Protezione civile della Commissione europea e l’Unicef, negli ultimi quattro anni, in 20 diversi Paesi, hanno proseguito il loro percorso scolastico, affrontando le conseguenze di conflitti, disastri naturali o emergenze di altro tipo. I risultati del programma per l’Istruzione nelle emergenze – supportato dall’Unione europea – sono stati presentati nel corso di un evento pubblico a Bruxelles, a conclusione di una campagna attraverso i social media per diffondere consapevolezza sul tema e coinvolgere i giovani europei. “Quando esplodono conflitti o altre crisi, i bambini non hanno bisogno solo di cibo, riparo e medicine”, ha dichiarato Christos Stylianides, Commissario europeo per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi: “L’istruzione può essere più di un salvavita, può fornire ai bambini uno spazio sicuro e protetto e contribuire a dare loro quegli strumenti utili per costruire un futuro migliore per sé stessi e per le loro comunità. L’Unione europea sta quindi facendo da apripista nel supporto all’istruzione nelle emergenze”. Dei 462 milioni di bambini in età scolare e di giovani che vivono in paesi colpiti da emergenze, circa 75 milioni hanno urgente bisogno di supporto per l’istruzione. Nonostante ciò, l’istruzione continua a essere uno dei settori che riceve minori finanziamenti dagli appelli umanitari. Ad oggi, meno del 2% delle risorse umanitarie a livello mondiale sono impiegate a tale scopo. La campagna #EmergencyLessons dell’Ue e dell’Unicef  ha coinvolto più di 70 milioni di persone solo su Twitter, raggiungendo in particolare i giovani di Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Slovenia, Slovacchia e Regno Unito. Per la chiusura della campagna è stata lanciata l’ultima video storia “Emoji” ambientata in Nepal, che nel 2015 è stato colpito da un violento terremoto in cui sono morte 9000 persone.

 

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