Diocesi: Fossano, il Giubileo si è “concretizzato” in un emporio sociale, una mensa e una casa di accoglienza

“Dar da mangiare”, “vestire” e “accogliere”. Sono questi le tre opere di misericordia che, nel corso dell’anno giubilare, si sono concretizzate in opere-segno nella diocesi di Fossano. Nell’ultimo anno, infatti, si sono avviate le attività dell’emporio sociale, della mensa per i poveri e della casa di accoglienza di via Matteotti. In un’intervista pubblicata recentemente dal settimanale diocesano del fossanese “La Fedeltà”, il direttore della Caritas diocesana Nino Mana ha spiegato che “la nostra intenzione era ed è che queste opere restino come un ‘segno’. Queste opere continueranno a parlare alla comunità. Ma non solo. Continueranno a svolgere la loro funzione. Che è quella di offrire, appunto da mangiare, da vestire e un tetto a chi non ce l’ha”. “Le opere avviate non sono ‘roba della Caritas’ ma sono patrimonio della comunità; la Caritas le ha avviate, anche con fatica, e ora contiamo che la comunità le senta sue, se ne faccia carico”, ha aggiunto il direttore della Caritas, per il quale “anche il prendersi cura di queste opere è una forma di evangelizzazione, un segno dell’essere cristiani”. Nella casa di accoglienza sono state accolte quattro famiglie, sei donne richiedenti asilo e, da poche settimana, anche alcuni uomini nel dormitorio maschile. A tutto ciò si aggiunge l’attività dei centri di ascolto delle Caritas parrocchiali che continuano a seguire le famiglie. “L’obiettivo – precisa Mana – è di accompagnare questi nuclei famigliari verso l’autonomia”.

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