Venezuela: l’arcivescovo di Ciudad Bolivar su rivolte e saccheggi, “la violenza non è la soluzione”

Nonostante la decisione del presidente Maduro di differire di due settimane il provvedimento di togliere dalla circolazione le monete da 100 bolivar, in Venezuela la situazione è sempre più fuori controllo. Nel fine settimana gli episodi più gravi si sono registrati a Ciudad Bolívar, nello stato sud-orientale di Bolívar. Le cronache parlano di assalti e saccheggi generalizzati nei supermercati e nei negozi di alimentari. In tutto sembra siano stati coinvolti oltre 400 esercizi in città e altri 200 nei dintorni. Sui gravi fatti è intervenuto ieri con un comunicato l’arcivescovo di Ciudad Bolívar, mons. Ulises Antonio Gutiérrez Reyes. “In Venezuela – scrive l’arcivescovo – stiamo trascorrendo momenti difficili, però crediamo con fermezza che la soluzione non sia la barbarie, il vandalismo, l’irrazionalità”. Secondo il presule “la violenza è l’arma di coloro che non possiedono la ragione”. Nel messaggio si esprime la propria vicinanza a molti commercianti, “vittime di questi atti vandalici, che non cessano di esprimere i propri sentimenti di dolore e impotenza al vedere che, dalla notte alla mattina, lo sforzo e il sacrificio messi sul lavoro svaniscano”. Al tempo stesso mons. Gutiérrez esprime la solidarietà alla popolazione umile e debole dello stato di Bolívar, invitando tutti a “continuare a esser protagonisti del bene comune, senza rinunciare a essere ascoltati, facendo valere i propri diritti, ma condannando ogni tipo di violenza, e a non partecipare, per nessuno motivo, a queste azioni che contraddicono la nostra condizione di cristiani”. L’arcivescovo esorta infine i mezzi di comunicazione a non stare in silenzio, ma a informare correttamente la popolazione e le autorità pubbliche a prendere i necessari provvedimenti “per ristabilire l’ordine pubblico e la sicurezza della popolazione”.

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