Natale: mons. Giudice (Nocera-Sarno), “dal tesoro che è il Vangelo di Gesù possiamo estrarre cose nuove e antiche”

“Pastori, polvere e paglia” è il titolo della lettera di Natale che il vescovo di Nocera Inferiore-Sarno, monsignor Giuseppe Giudice, ha inviato alla diocesi. La lettera è nuovamente rivolta ai bambini e, attraverso di loro, ai genitori, alle famiglie. Come è già avvenuto negli anni passati, la presentazione del documento è avvenuta oggi in una scuola. Ad accogliere l’iniziativa, curata dal Servizio di pastorale scolastica, l’Istituto comprensivo “Don Enrico Smaldone” di Angri. “Da Betlemme, casa del pane, dirigiamo i nostri passi verso le case dove manca il pane, o dove il pane c’è, ma manca Gesù, pane vivo disceso dal cielo nella notte di Natale”, scrive il presule. A Betlemme “è apparsa la grazia di Dio (Tt 2,1); per questo motivo, non più come vagabondi ma da pellegrini andiamo cantando: come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace (Is 52,7)”. E, prosegue il vescovo, “per non smarrire lo stupore natalizio, sempre ci chiediamo: Man hu? Che cos’è questa notte di luce? Che cos’è questa cantata dei pastori? Che cos’è questa gioia nuova che invade il cuore e le strade? Accade perché a Natale ogni uomo ritrova la strada di casa, ritrova il tesoro che è il Signore e dove c’è lui è sempre festa”. Di qui l’invito di monsignor Giudice per vivere bene la festa: “Come i pastori, divenuti nella notte discepoli del Regno, allora anche noi possiamo estrarre dal tesoro, che è il Vangelo di Gesù, cose nuove e cose antiche. Ed è veramente Natale!”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Europa