Cardinale Parolin: a 36 nuovi sacerdoti Legionari di Cristo, “la vostra sarà una vita non di rifiuto o di evasione dal mondo”

“Mostrare a tutti quell’umiltà e semplicità che Cristo ha vissuto per conquistare la nostra fiducia e per salvarci”. È la consegna affidata sabato dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, ai 36 Legionari di Cristo che ha consacrato sacerdoti nella basilica di San Giovanni in Laterano. Davanti a circa tremila persone – presenti anche monsignor Matthias König e monsignor François Bacqué con altri a 150 concelebranti – il card. Parolin ha affermato che la vocazione di questi novelli sacerdoti “ha una sola origine: il fatto di essere cercatori di Dio, di essersi lasciati sedurre da lui, come il profeta Geremia”. E, rivolgendosi direttamente a loro, li ha ammoniti: “Siete consacrati al Signore per essere missionari del Vangelo tra la gente”. “La vostra sarà una vita non di rifiuto o di evasione dal mondo, ma di serena incarnazione nella storia, per far vivere a quanti incontrerete la dimensione religiosa, cioè il rapporto con Dio, che è ineliminabile dall’esistenza umana”, ha proseguito il Segretario di Stato, mettendo in guardia i novelli sacerdoti dal pericolo della mondanità spirituale, di cui tanto parla Papa Francesco. Parolin ha auspicato, inoltre, “che l’intera Congregazione continui a camminare con generosità e coraggio sulle vie del rinnovamento e dell’autenticità evangelica, seguendo le linee tracciate grazie anche a l’opera di accompagnamento della Santa Sede per la maggiore gloria de Dio, per il servizio della Chiesa e per la salvezza del mondo”. A presentare i candidati all’ordinazione – provenienti da 11 Paesi – è stato padre Eduardo Robles-Gil, direttore generale della Congregazione: “Oggi la Legione di Cristo e tutta la famiglia Regnum Christi è in festa e rende grazie a Dio per il dono che questi 36 novelli sacerdoti rappresentano per la Chiesa”. Per padre Christopher Brackett, rettore del seminario dei Legionari di Cristo a Roma, i nuovi sacerdoti “hanno ricevuto la chiamata a essere strumenti della misericordia di Dio. Che possa accendere nei cuori delle persone che serviranno, il ‘fuoco missionario’ che li porterà a condividere con gli altri l’amore di Dio”.

 

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