Persone disabili: suor Donatello (Cei) a corso animatori, intercettare, farsi provocare, farsene carico

“Le diversità sono una sfida ma ci fanno crescere”, ha detto Papa Francesco durante il Giubileo delle persone disabili, lo scorso 11 giugno. “Tutti abbiamo la stessa possibilità di conoscere e amare il Signore e ricevere i sacramenti. Non si può essere discriminati”. Al sacerdote “che non accoglie tutti cosa consiglierebbe il Papa?: ‘Chiudi la porta della chiesa per favore. O tutti o nessuno’”. Parte da qui suor Veronica Amata Donatello, francescana alcantarina e responsabile del Settore per la catechesi delle persone disabili dell’Ufficio catechistico nazionale della Cei, intervenuta questo pomeriggio al corso di formazione aggiornamento per animatori di “Animatema di famiglia” che si conclude domani mattina a Roma per iniziativa dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale della famiglia. Tema dell’appuntamento “Animatori dell’Amoris Laetitia: con la luce negli occhi del samaritano”. La religiosa, che lo scorso 12 novembre ha ricevuto al Quirinale dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana, racconta di avere due genitori sordi e una sorella con disabilità intellettiva. “Le prime cose – dice – le ho imparate in casa”. “Occorre intercettare le famiglie – avverte parafrasando il Vangelo – e andare alla ricerca di quelle 99 che sono ancora ‘perdute’”. Al centro della riflessione la parabola del buon samaritano, l’unico dei tre passanti che “si lascia provocare, prova compassione” e passa “dalla lettura della realtà al farsene carico”. “Come guardiamo l’altro? Partiamo dal suo limite?”, l’interrogativo di suor Donatello che ha illustrato le principali disabilità invitando a informarsi perché “non si può improvvisare”.

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